Giava, Indonesia. Le più antiche espressioni simboliche umane: zig-zag incisi 500 mila anni fa su una conchiglia fossile.

Sulle rive del fiume Solo a Giava, Indonesia, il medico olandese del XIX secolo, Eugène Dubois, aveva scoperto fossili sorprendenti: le ossa di quello che sembrava essere un antico uomo, circondato da resti di animali e conchiglie. l sito di Trinil ha legato il suo nome allo straordinario ritrovamento, effettuato nel 1891 di una calotta cranica, un femore ed un molare appartenuti a un ominide più evoluto dell’ Australopitecus. Dubois lo classificò come Pithecanthropus erectus, per le sue caratteristiche intermedie tra la scimmia e l’uomo, ma la classificazione fu successivamente cambiata in Homo erectus.
Databile tra un milione e 700.000 anni fa, le ossa hanno immediatamente provocato polemiche; si scopre oggi che aveva ragione, i fossili dell’Homo erectus successivamente sono stati trovati anche in Africa ed in Asia, ed è possibile che la specie sia un antenato diretto della nostra.

Lo scopritore nel 1891 – Uomo di Giava – Ricostruzione
Ma sono i gusci di conchiglie d’acqua dolce trovati a Giava che pongono grandi interrogativi oggi. Un esame delle conchiglie pubblicate su Nature in un articolo firmato da Josephine C. A. Joordens, dell’università di Leiden, in Olanda, e altri colleghi internazionali, suggerisce che l’Homo erectus abbia utilizzato i gusci per fare strumenti anche decorandoli con incisioni geometriche. A circa mezzo milione di anni, le conchiglie rappresentano la prima prova di segni decorativi e anche il primo uso conosciuto di conchiglie per fare strumenti, il che dimostrerebbe la presenza di una capacità cognitiva di alto livello nell’uomo di Giava.


Conchiglia di Pseudodon proveniente da Giava mostra evidenze di incisioni a zig-zag. (Wim Lustenhouwer, VU University Amsterdam )

I ricercatori hanno utilizzato due tecniche di datazione su sedimenti conservati nei gusci per stimare la loro età: tra i 540.000 e 430.000 anni. Il team ha utilizzato anche i raggi X per esaminare le ossa di Homo erectus e confermare che appartengono dallo stesso strato di roccia, come i gusci. I risultati suggeriscono che i fossili di Homo erectus di Giava non sono così antichi come abbiamo pensato che fossero.

La creazione di motivi geometrici potrebbe rappresentare un livello superiore di creatività dell’ Homo erectus, più alto di quanto si pensasse potesse possedere. Questo ci consente di riconsiderare non solo le capacità di Homo erectus, ma anche i criteri che si impiegano per valutare l’evoluzione del comportamento simbolico della nostra specie.

Una conchiglia-attrezzo (a) fabbricata con la modifica del bordo di una Pseudodon. Ingrandendo il bordo (b) si vede quanto tagliente potesse essere l’attrezzo. (Francesco d’Errico, Bordeaux University )

Le accurate analisi di laboratorio effettuate dal Prof. Francesco d’ Errico, originario di Torino, collaboratore negli anni ‘980 e ‘990 del CeSMAP in occasione di corsi di formazione preistorica, pubblicazioni e congressi, oggi affermato specialista presso l’Università di Bordeaux, hanno permesso di accertare l’antichità di circa 500 mila anni delle incisioni a zig-zag presenti sul guscio delle conchiglie fossili. Inoltre ha riconosciuto lavorazioni compiute sulle conchiglie per trasformarle in attrezzi da taglio.

Ingrandimento fotografico delle incisioni a zig-zag eseguite da Homo erectus 500.000 anni fa. (Wim Lustenhouwer/VU University Amsterdam)
Dato che altre popolazioni di Homo erectus hanno utilizzato, nel medesimo periodo, la tecnologia della pietra scheggiata, gli strumenti e le incisioni filiformi non sono incompatibili con le capacità degli ominidi. Homo erectus ha continuato a vivere a Giava fino circa 200.000 anni fa, con la possibilità che queste pratiche siano continuate come facenti parte della sua cultura.

Non resta che riprendere gli scavi, nei depositi dei musei e sul terreno.