Conferenza al Centro Studi Piemontesi – Torino,
Via Ottavio Revel 15, 12 Marzo 2015, ore 18.
Conférence au Centro Studi Piemontesi, Turin, 15 Via O. Revel, le 12 mars 2015, à 18 h.
Prima parte: Presentazione del video creato sul tema da Pierantonio Oppezzo per la Mostra internazionale “Gli Spiriti della Natura” (Edizione: CeSMAP, Pinerolo – Musée d’Histoire Naturelle ed des Merveilles, Paris – Tende) che è visitabile fino al 31 Maggio 2015 alla Chiesa di S. Agostino in Pinerolo. (info: Segreteria CeSMAP tel. 0121 794382)

Chiesa di S. Agostino, Pinerolo – La Mostra.

Seconda parte: Presentazione da parte di Dario Seglie di un power point sul sito archeologico turco.

“GÖBEKLI TEPE: COSTRUIRONO I PRIMI TEMPLI IN TURCHIA 12.000 ANNI FA”

Göbekli Tepe (in turco: collina tondeggiante – ombelico) è un grande sito archeologico a circa 18 km a Nord-Est dalla città di Sanliurfa nell’odierna Turchia, presso il confine con la Siria, nel quale è stato rinvenuto il più antico esempio di tempio circolare in pietra, risalente a 12.000 anni fa e che sta sconvolgendo tutte le certezze sulle origini della civiltà.

Göbekli Tepe fu costruito con blocchi di pietra mediamente di 15 tonnellate ciascuno, tagliati come pilastri a T finemente scolpiti a basso e alto rilievo: gazzelle, serpenti, volpi, scorpioni, cinghiali, leoni, avvoltoi e figure umane stilizzate.
Gli archeologi continuano a scavare e a discutere sul suo significato.

Dario Seglie esamina una stele istoriata con molteplici figure zoomorfe.
Göbekli Tepe e altri siti del Vicino Oriente stanno cambiando le nostre idee su una svolta fondamentale nella storia umana: la fine del Paleolitico e l’avvento del Neolitico, quando i cacciatori-raccoglitori nomadi si trasformarono in agricoltori stanziali.
Il sito si trova su una collina artificiale alta circa 15 m e con un diametro di circa 300 m, situata sul punto più alto di un’elevazione di forma allungata, che domina la regione circostante, nell’alta Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate.
Circa 10 millenni fa, questo complesso templare fu deliberatamente e sistematicamente sepolto insieme a tutte le sue meravigliose sculture di pietra con un immane lavoro: i creatori di Göbekli Tepe seppellirono il loro grandioso tempio sotto milioni di tonnellate di terra, creando le colline artificiali sulle quali il pastore curdo camminava nel 1994 quando scoperse il sito. Perchè gli antichi seppellirono il tempio di Göbekli Tepe ?
Gli scavi archeologici furono iniziati nel 1995 da una Missione del museo di Urfa (l’antica Edessa) e dell’Istituto Archeologico Germanico sotto la direzione del Prof. Klaus Schmidt, recentemente improvvisamente scomparso.
Nel 2013 una Missione congiunta della RAI-TV e del CeSMAP di Pinerolo ha lavorato in Turchia a Göbekli Tepe per il programma scientifico Leonardo.

Da sinistra: Sergio Zanatti, Operatore RAI; Klaus Schmidt, Direttore degli scavi archeologici; Maurizio Menicucci, Giornalista scientifico RAI; Dario Seglie, Direttore del CeSMAP.
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(Trad. en français: Richard Wolff, CeSMAP)
« Göbekli Tepe» (en turc : la colline arrondie, ou le nombril) est un grand site archéologique situé à environ 18 km au nord-est de la ville de Sanliurfa, en Turquie, près de la frontière syrienne, dans lequel on a trouvé le plus ancien exemple circulaire de temple en pierre de Turquie, daté de 12 000 ans BC. Il bouleverse toutes les certitudes sur les origines de la civilisation. En effet, les blocs de pierre de Göbekli Tepe pèsent en moyenne 15 tonnes chacun, taillés en piliers en forme de T, finement sculptés en haut et bas relief comprenant des images de gazelles, renards, scorpions, serpents, sangliers, lions, vautours ainsi que des figures humaines stylisées.
Les archéologues continuent à fouiller et à discuter de sa signification. Göbekli Tepe et autres sites du Proche Orient changent nos idées sur un tournant fondamental de l’histoire humaine : la fin de la période paléolithique et l’avènement de l’époque néolithique, quand les chasseurs-cueilleurs nomades se sont transformés en agriculteurs sédentaires. Le site est situé sur une colline artificielle d’environ 15 m de haut et d’un diamètre d’environ 300 m, lui-même situé sur le point culminant d’une élévation de forme allongée, dominant la région environnante en Haute Mésopotamie entre le Tigre et l’Euphrate. En 2013 une mission conjointe avec la RAI-TV et le CeSMAP de Pinerolo a travaillé in Turquie à Göbekli Tepe au sein du Programme scientifique Leonardo.
On a découvert qu’il y a près de dix mille ans, ce complexe de temples s’est trouvé enterré, délibérément et systématiquement, avec toutes ses magnifiques sculptures en pierre, par un énorme travail. En effet, les créateurs-mêmes de Göbekli Tepe ont enfoui leur magnifique temple sous des millions de tonnes de terre, créant des collines artificielles sur lesquelles marchaient les bergers kurdes en 1994, lorsqu’on a mis au jour le site. En plus de l’étude des sculptures assez insolites, la question est : pourquoi avoir enterré ce chef-d’œuvre ? Les fouilles archéologiques ont commencé en 1995 par une mission du Musée d’Urfa (l’ancienne Edesse) et l’Institut Archéologique Allemand sous la direction du Pr. Klaus Schmidt, disparu soudainement récemment.

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Short CV

Il Prof. Dario SEGLIE è stato docente di Museologia al Corso di Museografia del Politecnico di Torino e di Arte Rupestre al Corso di Preistoria Europea del Politecnico di Tomar, Portogallo. E’ Presidente dei Collegi per il conferimento del Dottorato di Ricerca (PhD) nelle Università di Santiago de Compostela e dell’Extremadura (Spagna).
E’ Direttore del CeSMAP – Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo, dal 1972.
E’ rappresentante dell’IFRAO per l’Italia e presso l’UNESCO di Parigi. E’ membro dell’UISPP e dell’ICOM.
E’ stato direttore della Missione governativa (2002 – 2012; Ministero degli Esteri, Roma e Ministero per la Cultura, Rabat) Italia-Marocco per il Progetto del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, tra i monti dell’Atlante ed il deserto del Sahara. E’ co-Direttore del Progetto (in corso) “Arte Rupestre dell’Ecuador”, sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia a Quito.
E’ insignito del Premio alla carriera “Bronzi di Riace”.