Mostra Internazionale SAHARA MARI DI SABBIA E DI ROCCE
Genti ed Arte Rupestre del Nord Africa

Curatori della Mostra:

CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, Museo Civico
di Archeologia e Antropologia – Pinerolo, Italia
con la collaborazione di:
INSAP – Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine
Ministère de la Culture, Rabat, Maroc

Sedi: Chiesa di S. Agostino, Via Principi d’Acaja; Biblioteca Civica “Alliaudi”, Via Cesare Battisti – Pinerolo

Inaugurazione Sabato 11 Novembre 2017, ore 16,30

Dall’ 11 Novembre 2017 al 25 Febbraio 2018
Orari: Domenica 15 – 18
Visite guidate per Scuole e Gruppi:
tutti i giorni, su prenotazione Tel. 0121 794382 –  Fax. 0121 75547
e-mail: didatticacesmap@alice.it
Sito web: www.cesmap.it

null
Pinerolo 11 Novembre 2017. Chiesa di S. Agostino. Il pubblico sul sagrato della Chiesa al momento dell’inaugurazione.

La Mostra Internazionale

L’Italia pone una particolare attenzione alle collaborazioni internazionali in campo culturale. In tale contesto l’attività delle missioni scientifiche all’estero – in particolare nei paesi dell’area mediterranea – riveste una grande importanza, oltre che per il valore intrinseco, anche quale essenziale strumento di dialogo interculturale.

Una testimonianza dell’eccellente livello di collaborazione scientifico-culturale tra Italia e Marocco, come sottolineano le Autorità Centrali italiane e marocchine, è rappresentata dall’attività svolta tra il 2002 e il 2012 dal CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo il quale, in collaborazione con l’INSAP – Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine di Rabat, Missioni che hanno portato all’elaborazione del Progetto del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, territorio di grande interesse scientifico per lo studio della natura, dell’antropizzazione e dell’archeologia africana. Tale collaborazione tra il CesMAP e l’INSAP, oltre che per i risultati scientifici conseguiti, si è dimostrata assai proficua sotto il profilo dello scambio di dati e di esperienze, contribuendo in maniera importante all’ulteriore sviluppo dei già ottimi rapporti tra Italia e Marocco.
La preparazione e le esperienze specifiche del CeSMAP e degli studiosi partecipanti ed il coinvolgimento di alcune tra le più importanti Università italiane e marocchine, nonché di enti ed istituzioni di prim’ordine, tra cui la Direzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, testimoniano l’eccellenza dei risultati raggiunti.


Pinerolo, Chiesa di S. Agostino. i discorsi inaugurativi. (Da destra) Avv. Piero Ricchiardi, Presidente del CeSMAP; Prof. Dario Seglie, Direttore; Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo; Dr. Martino Laurenti, Assessore alla Cultura; Col. Paolo Caratori, Direttore del Museo Storico Nazionale di Cavalleria.

Una menzione particolare meritano l’Ambasciata d’Italia in Marocco e l’Istituto Italiano di Cultura di Rabat che hanno seguito sin dall’inizio le attività svolte e che hanno organizzato, presso la sede diplomatica italiana, nel 2003, un convegno sulle Missioni italo-marocchine in corso ed una mostra sui risultati all’epoca conseguiti.

La presente Mostra, che si organizza a Pinerolo e che proseguirà al CNPR – Centre National du Patrimoine rupestre, Agadir, Marocco nell’illustrare i risultati finali raggiunti dalla Missione pluriennale del CeSMAP, svoltasi anche con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Regione Piemonte, costituisce un prezioso strumento scientifico e di divulgazione e rappresenta la prova tangibile dell’eccellenza del lavoro svolto per la valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico africano.


Pinerolo, Chiesa di S. Agostino. Il taglio del nastro da parte del Dr. Martino Laurenti, Assessore alla Cultura della Città di Pinerolo.

Il progettato Parco Nazionale di Jbel Sarhro, nel Sud – Est del Marocco, inserito tra la catena montuosa dell’Atlante ed il deserto del Sahara, in una zona arida a quote mediamente elevate, comprende la regione delimitata dalla strada nazionale Ouarzazate – Boumalene – Tinrhir – Errachidia – Boudnibe a Nord ed a Sud dalla strada nazionale Ouarzazate – Agdez – Mhamid. Occorre sottolineare che la zona è ben servita dall’aeroporto internazionale di Ouarzazate e da quello di Errachidia in quanto queste infrastrutture sono importanti per il futuro sviluppo del turismo culturale previsto nell’area del Parco.


Pinerolo, Chiesa di S. Agostino. Il taglio del nastro da parte di Rim, bambina italiana di origini marocchine, apre simbolicamente la porta araba verso il Parco di Jbel Sarhro. Dietro, a destra, la Prof. Tere Grindatto progettista della scenografia e dell’allestimento della Mostra.

L’area del Parco Nazionale di Jbel Sarhro è costituita da un elevato numero di differenti ambienti naturali cioè di ecosistemi.

Attraverso questa mostra si intende anche dar voce ad un discorso di valenza internazionale sulla conservazione degli ambienti naturali ed antropizzati, costruendo un percorso di conoscenza, quindi di rispetto e di valorizzazione nei confronti di un qualsiasi ecosistema, in Africa, in Europa o altrove, per capire che la protezione del patrimonio che abbiamo ereditato è nostro indiscutibile dovere nei confronti dei nostri figli e dei figli dei nostri figli.


Pinerolo, Salone di lettura della Biblioteca Civica “Alliaudi” nella quale è allestita la seconda sezione della Mostra. Il pubblico durante l’apertura.


Pinerolo, Salone di lettura della Biblioteca Civica “Alliaudi”. Inaugurazione della seconda sezione della Mostra: (da destra) Avv. Piero Ricchiardi, Presidente del CeSMAP; Dr. Daniele Ormezzano, Vice-Presidente; Dr. Martino Laurenti, Assessore alla Cultura; Sig.ra Melania Granero, Cobratours, Marrakech; Prof. Dario Seglie, Direttore CeSMAP; Dr. Luca Salvai, Sindaco di Pinerolo; Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo.

Il clima è di tipo sahariano – desertico, quindi molto arido e povero di precipitazioni.
La regione su cui insiste il Parco nazionale del Jbel Sarhro, presenta ricche geodiversità e biodiversità e numerosi micro ambienti; essa rappresenta l’interfaccia tra l’eco-regione mediterranea e quella sahariana, di cui fa parte il territorio che dal Jbel Sarhro va verso l’Hammada du Draa, il grande fiume del Marocco, e verso la frontiera con l’Algeria. Numerosi i corsi d’acqua lungo i quali si trovano anche le uniche aree agricole della regione e gli stessi centri urbani.

La temperatura durante il giorno può superare i 50 gradi all’ombra e l’aridità dell’aria permette al calore di disperdersi rapidamente durante la notte e, in conseguenza di ciò, la temperatura si abbassa causando forti escursioni termiche.

La desertificazione del Sahara è un fenomeno che risale ad alcune migliaia di anni fa. Ci sono molte testimonianze della presenza di gruppi di cacciatori e allevatori che un tempo, insieme a molti animali e vegetali, rendevano il Sahara brulicante di vita, ricco di acque e coperto di vegetazione. Ne sono testimonianza migliaia e migliaia di rappresentazioni rupestri che offrono un quadro vivido della vita preistorica nel Sahara.

In alcune zone del Sahara il processo di desertificazione è ancora oggi una realtà che interventi umani come allevamento intenso, agricoltura itinerante, deforestazione, rendono più rapido, richiedendo energiche quanto difficili azioni di lotta a questo incalzante fenomeno.
Le oasi, che costituiscono un vero e proprio sistema, sono gli unici punti del Sahara dove è possibile praticare attività agricole e creare insediamenti fissi che a volte arrivano ad ospitare migliaia di persone; sono anche delle stazioni importanti per gli spostamenti lungo le piste carovaniere che da millenni attraversano il deserto.

La coltivazione nelle oasi fornisce una discreta varietà di prodotti: ortaggi, legumi, cereali, mandorli, olivi, agrumi, fichi, melograni e soprattutto palme da datteri.

Con la geologia, la flora e la fauna endemica sono trattate nella mostra in quanto peculiari di quest’area e di insospettabile grande interesse.

L’antropizzazione, dagli innumerevoli tumuli preistorici, all’arte rupestre presente in migliaia di siti con le superfici istoriate, fino all’architettura tradizionale in terra battuta (adobe) caratterizzante la case dei villaggi e le kasbah fortificate, è un altro tratto caratteristico e di estremo interesse per questo territorio.

Lo studio multidisciplinare affrontato permette di apprezzare e valutare la ricchezza in termini di natura e di cultura di un lembo di Africa di misconosciuta sfolgorante bellezza.

La Mostra intende rendere partecipe il più largo pubblico di questi eccezionali patrimoni, favorendo la scoperta e la conoscenza di terre antichissime e favolose.


Pinerolo, Chiesa di S. Agostino. la “Porta Araba Blu” che apre la mostra.


Pinerolo, Chiesa di S. Agostino. La generale “atmosfera blu” della mostra.


Chiesa di S. Agostino. Vista laterale con vetrine dei reperti e kakemono illustranti le tematiche della mostra.


Chiesa di S. Agostino una stilizzata “Palma Verde” si staglia al centro della navata.


Chiesa di S. Agostino. Nel presbiterio sono raccolte le riproduzioni archeologiche 3D dell’Arte Rupestre, risalenti a 12.000 anni fa.


Chiesa di S. Agostino. Arte Rupestre preistorica con figure di animali. Postazione per ipo-vedenti e non vedenti, per esperienze tattili di riconoscimento delle figure.

CeSMAP, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica,
Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo

Il CeSMAP di Pinerolo, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, è stato fondato nel 1964 per proseguire gli studi archeologici nel territorio delle Alpi Occidentali e nel Pinerolese che erano iniziati fin dal secolo precedente ad opera di studiosi dell’Accademia Reale delle Scienze di Torino.
Le direttive generali e di studio del CeSMAP furono impresse dall’insigne archeologo Piero Barocelli, Direttore del Museo Nazionale Preistorico di Roma, da Carlo Carducci, Soprintendente Archeologico del Piemonte e da Diego De Castro, decano dell’Università di Torino e Direttore dell’Istituto Statistico Nazionale di Roma.
L’esigenza di aprirsi ad una dimensione di studio continentale si era subito manifestata a Pinerolo, per meglio contestualizzare e capire un fenomeno caratteristico ed arcaico dell’arco alpino: l’Arte Rupestre, oggetto specifico e settore di specializzazione e di ricerca archeologica del CeSMAP. Da allora ad oggi, la competenza ed il campo d’azione del Centro pinerolese sono stati in continua espansione, sia sul territorio delle Alpi Occidentali sia nei quattro angoli del mondo; nel 1988 a Darwin in Australia ha partecipato alla fondazione della Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Arte Rupestre, l’IFRAO, che è ora il più alto ed autorevole forum mondiale per l’ Arte Rupestre e l’Archeologia Cognitiva, di cui è Italian Representative.
Nel 1995 il CeSMAP ha organizzato, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e con gli auspici della Federazione, il primo Congresso Mondiale di Arte Rupestre IFRAO in Europa, a Torino, al Castello Reale del Valentino. Il CeSMAP, a riconoscimento del suo grande impegno internazionale, è stato insignito dall’ UE del Premio Europa della Cultura e designato quale Ufficio di Rappresentanza IFRAO-UNESCO, presso la Direzione Generale di Parigi.
Il Museo di Arte Preistorica di Pinerolo possiede la più vasta collezione internazionale di Arte Rupestre, oggi visibile solo in piccola parte in attesa della sua definitiva sistemazione nel Palazzo Vittone, secondo il progetto di restauro, riuso e riallestimento – già alla fase esecutiva- che la Civica Amministrazione intende realizzare compiutamente entro alcuni anni. Questo importante e definitivo passaggio in una grandiosa e prestigiosa sede, collocata al piano nobile e al secondo piano del settecentesco palazzo nel centro di Pinerolo, consentirà finalmente di allestire il Museo dell’Arte Rupestre Mondiale sotto l’egida dell’IFRAO e dell’UNESCO, la Sezione Sahariana sotto l’egida del Ministero per gli Affari Esteri e realizzare il Museo Archeologico e Antropologico del territorio Pinerolese, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica del Piemonte. Questo complesso museale sarà inserito nel sistema dei Beni Culturali della Regione Piemonte e opererà in collaborazione con gli Atenei di Torino e con altri Istituti nazionali ed internazionali con i quali il CeSMAP è da sempre in stretta relazione.
Il CeSMAP inoltre allestisce mostre temporanee e realizza eventi culturali nella seicentesca Chiesa di S. Agostino e nel medievale Palazzo del Senato. All’Arte Rupestre si aggiungono le collezioni archeologiche del territorio, una sezione paleoantropologica che presenta l’evoluzione fisica e culturale dell’Uomo, dagli Australopitechi fino ai Sapiens Sapiens. Inoltre, un Laboratorio Didattico consente alle scuole di ogni ordine e grado di svolgere attività guidate da educatori museali.
L’impegno del CeSMAP, Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo, oltre che nel campo dell’Arte Rupestre, si concretizza nella sistematica ricerca territoriale e nello scavo, in sintonia con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte, dei siti più significativi o in situazioni di emergenza.
Le principali campagne archeologiche attuate negli ultimi cinquanta anni hanno consentito di inquadrare le linee della dinamica del popolamento del Pinerolese fin dalla Preistoria, sebbene un immenso lavoro di scavo resti ancora da compiere in questo territorio che è caratterizzato da forte potenzialità e alta densità archeologica, cosa che era già stata prevista dagli studiosi dell’ Ottocento e Novecento, anche in considerazione della notevole presenza di Arte Rupestre dell’area in questione.
Dal 2002 al 2012, il CeSMAP –sotto l’egida del Ministero degli Esteri italiano e del Ministero per la Cultura del Marocco- ha attuato Missioni scientifiche in Africa per la costituzione del Parco Nazionale di Jbel Sarhro in Marocco, dai monti dell’Atlante al deserto del Sahara.
Dal 2014 ad oggi il CeSMAP attua Missioni archeo-antropologiche in Ecuador, nella Regione Loja, sotto l’egida del MAE e delle Autorità di Quito, in collaborazione con l’Università di Torino.

Prof. Dr. Dario Seglie
Direttore del CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica
Museo Civico di Archeologia e Antropologia, Città di Pinerolo
Politecnico di Torino, Corso di Museografia
IFRAO-UNESCO-ICOM Liaison Officer

Colophon

Mostra SAHARA MARI DI SABBIA E DI ROCCE
Genti ed Arte Rupestre del Nord Africa

Promotori: CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, Museo Civico di Archeologia e Antropologia – Pinerolo, Italia, IFRAO Italian National Representative e UNESCO Liaison Office;
INSAP – Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine, Ministère de la Culture, Rabat ; CNPR – Centre National du Patrimoine rupestre, Agadir, Maroc.

Patrocinatori: Presidenza del Consiglio dei Ministri; Ministero degli Esteri; Ministero Beni ed Attività Culturali; Ministero per l’Istruzione; Ministère de la Culture, Maroc – Regione Piemonte; Città di Pinerolo; Unioni Montane del Pinerolese; Italia Nostra del Pinerolese; SI.PE. – Associazione “Silvio Pellico”

Mostra: ideata e realizzata dal CeSMAP col sostegno degli Enti e degli Studiosi collaboratori del Progetto Italo – Marocchino “Parco Nazionale di Jbel Sarhro”.

Sedi: Chiesa di S. Agostino, Via Principi d’Acaja; Biblioteca Civica “Alliaudi”, Via Cesare Battisti, Pinerolo

Direzione scientifica: Dario Seglie, Co-direttore della Missione (2002 – 2012) Direttore del CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, Pinerolo, con la collaborazione di Abdelkhalek Lemjidi, Co-directeur de la Mission, Chercheur au CNPR – Centre National du Patrimoine rupestre, Agadir, Maroc.

Collaborazioni, documentazione, testi e fotografie:
gli studiosi partecipanti alle Missioni sul campo 2002 – 2012 :  Dario SEGLIE, CeSMAP; Abdelkhalek LEMJIDI, INSAP; Piero RICCHIARDI, CeSMAP; Naima OULMAKKI, INSAP; Richard WOLFF, CeSMAP; Rosalino SACCHI, Università di Torino; Cristiano DAL SASSO, Museo di Storia Naturale di Milano; Daniele SEGLIE, Università di Torino; Massimo DELFINO, Università di Firenze; Stefano DOGLIO, CeSMAP; Lahcen KABIRI, Université d’ Errachidia; Ahmed Skounti, INSAP; Michele OTTINO, Parco Nazionale del Gran Paradiso, Torino; Mauro CINQUETTI, CeSMAP; Davide RICCHIARDI, CeSMAP; Marco CINQUETTI, CeSMAP; Lorenzo DE COLA, CeSMAP; Nadine WOLFF, CeSMAP; Mustapha NAMI, INSAP; Mohamed SADKI, INSAP; Fatima AITMHAND, INSAP; Guido CRAVERO, RAI-TV; Maurizio MENICUCCI, RAI – TV; Valter PERLINO; Alessandra BRAVIN, CNPR – Centre National du Patrimoine rupestre, Agadir; Piero OPPEZZO, CeSMAP; GianPiero CASAGRANDE, Biblioreca Civica “Alliaudi”

Edizione 2017 – 2018 della Mostra
Arte Rupestre del Jbel Sarhro: Collezione Missione CeSMAP – INSAP.
Reperti: Collezioni Sahariane del CeSMAP; Collezioni Nord Africa della donazione Guido Faleschini – Laura Faleschini;
Oggettistica: Gian Turco; Alessandra Bravin, Melania Granero; Eraldo Quero; Maurizio Barracano; Massimo Candellero; Dounia Lilif Abbassi
Coordinatori scientifici: Dario Seglie, Piero Ricchiardi, Daniele Ormezzano, Enrico Comba
Organizzazione generale: Roberto Seglie;
Progettazione generale della scenografia e degli allestimenti: Tere Grindatto, Accademia Albertina BB.AA.;
Layout dei pannelli: Daniele Seglie; Fabrizio Turina, Light of Stars
Allestimenti e Laboratorio: Remo Cardon, Franco Carminati, Adalberto Fiorillo, Giuseppe Irrera, Giorgio Quaglia; Eraldo Quero; Flavio Viano; Ufficio Tecnico del Comune di Pinerolo
Grafica e mediaplanning: Mario Fina, Art Director; Davide Lerda;
Comunicazione e Ufficio Stampa: Cristina Menghini
Sezione Didattica: Angela Falcone, Emanuela Genre e Collaboratori;
Stazione Internet e sistemi informatici: Marco Civra; Stefano Gatto;
Servizi giornalistici RAI-TV: Maurizio Menicucci, Leonardo; Sveva Sagramola, Geo&Geo
Servizi museali: I.RI.S. – Istituto Ricerche Socioterritoriali, Pinerolo.
Altre collaborazioni: Cobra Tours, Marrakech; Mondo in valigia e Sevendays,Torino.


Pinerolo, Chiesa di S. Agostino. Costume Amazigh con turbante (shesh) Tuareg in tela blu tinta con l’indaco.