Lunedì 15 maggio a Pinerolo è stato presentato il progetto internazionale “HANDPAS – HANDS FROM THE PAST” (Manos del Pasado – Mani del Passato), sotto l’egida e finanziato dalla UE – Unione Europea, che vede come partner il Dipartimento di Archeologia dell’Extremadura diretto dal Dr. Hipolito Collado, l’Instituto Terra e Memoria di Tomar, Portogallo ed il CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo, Italia.

Questo il sito del progetto:  http://www.handpas.eu

 

Questo il programma:

Mani del passato

Il Progetto internazionale HANDS FROM THE PAST (Manos del Pasado – Mani del Passato), sotto l’egida e finanziato dalla UE – Unione Europea, che vede come partner il Dipartimento di Archeologia dell’Extremadura diretto dal Dr. Hipolito Collado, l’Instituto Terra e Memoria di Tomar, Portogallo ed il CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo, Italia invitava

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO EUROPEO HANDPAS – PINEROLO
Lunedì 15 Maggio 2017

ore 9:15
Conferenza stampa per i giornalisti e per le autorità civili, militari, religiose
Salone di rappresentanza del Municipio (piazza Vittorio Veneto 1, Pinerolo). La sala era gramita di gente, il video-maker del CeSMAP ha realizzato la registrazione totale; è intervenuta la troupe della RAI TV per i servizi TV regionali e nazionali.

ore 10:30
Auditorium Baralis (via Marro 6, Pinerolo)
Presentazione del progetto alla popolazione e alle scuole. Proiezione del documentario HANDPAS-Mani del Passato riguardante le tecniche di realizzazione, la diffusione territoriale, la cronologia e l’interpretazione delle rappresentazioni delle mani dell’arte rupestre paleolitica in Europa. L’auditorium era completo, 200 alunni dalla 5 Elementare al Liceo e molto pubblico cittadino; dopo la proiezione si è svolto un vivace dibattito tra alunni e studiosi, durato oltre un’ora, con protagonisti assoluti gli allievi che hanno rivolto numerose domande, tutte intelligenti e pertinenti, dimostrando un’ottima preparazione scolastica. Vivaci applausi di consenso hanno hanno sottolineato gli interventi.

Erano presenti:
Dr. Hipolito Collado, Soprintendente per l’Archeologia, Regione Extremadura, con il Dr. José Ramón Bello Rodrigo e la Dr.a María Eugenia Cano Moreno, Spagna,

Dr. Pedro Cura, Centro di Preistoria di Maçao, Politecnico di Tomar, Portogallo

I Rappresentanti del CeSMAP, Pinerolo, Italia

L’evento è stato presentato e moderato dall’Avv. Piero Ricchiardi, Presidente, e dal Prof. Dario Seglie, Direttore del CeSMAP.

MANI DAL PASSATO – HANDS FROM THE PAST
Progetto internazionale sotto l’egida dell’Unione Europea.

L’arte rupestre è il più importante segnale della spiritualità umana fin dalla Preistoria.
Le mani umane, dipinte o incise sulle pareti delle grotte e su superfici rocciose all’aperto sono presenti fin da 40 mila anni fa, come residuo di cerimoniali magico-religiosi risalenti alla notte dei tempi ed ora scomparsi.
I siti interessati dal progetto “Handpas” sono collocati in Italia, Francia e Spagna; il progetto mira anche a determinare scientificamente se le realizzazioni di impronte di mani siano solo legate all’Homo Sapiens o se – contrariamente a quanto fino ad oggi ammesso dalla scienza – siano opera anche dell’uomo di Neandertal in quanto produttore di simboli.

Le caverne preistoriche che recano impronte di mani sovente sono di difficile accesso. Per facilitarne la piena conoscenza, “Handpas” ha fatto ricorso a tecniche digitali con scansioni 3D che hanno consentito di realizzare rilievi fotogrammetrici riproducendo le immagini parietali con alta definizione. Tali immagini saranno rese di pubblico dominio attraverso una piattaforma web dedicata e open source. È inoltre stato prodotto un documentario realizzato da “Libre Producciones” (Extremadura – Spagna).
Le immagini sono integrate con la rappresentazione dei corrispondenti aspetti paleo-antropologici delle società preistoriche che hanno prodotto le impronte delle mani.

Questo progetto è attuato anche per garantire la conservazione e superare il rischio di distruzione dei siti archeologici originali. L’Unione Europea ha chiesto al CeSMAP di Pinerolo – Italia, all’ “Instituto Terra e Memoria” di Maçao – Portogallo e alla Direzione Archeologica dell’Extremadura – Spagna (istituzioni scelte per la loro apprezzata pluriennale attività scientifica, notoria a livello internazionale) di realizzare il progetto entro il 2016, termine ad oggi prorogato al 30 giugno 2017. Sono previsti anche la progettazione e l’allestimento di una mostra sul tema, da inaugurare a Merida – Spagna, per poi itinerare in Portogallo ed in Italia. Al CeSMAP è stato assegnato il compito della realizzazione parziale dei testi, della ricerca degli studiosi esperti dell’argomento e dell’edizione della mostra. Il progetto Handpas prevede un costo complessivo di 200 mila euro; la quota a carico del CeSMAP di Pinerolo è di 33 mila euro dei quali 20 mila a carico dell’Unione Europea. L’ANSA, che ha segnalato il progetto, ha indicato che le proposte presentate alla UE di Bruxelles sono state 337, di cui soltanto 37 approvate. Il progetto del pool internazionale e del CeSMAP, approvato, si è classificato al dodicesimo posto. Il CeSMAP ha avuto l’incarico di coordinare tutte le attività scientifico-culturali in Italia.

Avvicinandoci alla conclusione del progetto, lo stesso è stato presentato in Spagna a Merida e in Portogallo a Maçao ed ora viene presentato a Pinerolo il 15 maggio alle autorità, ai giornalisti, ai mass media e in seguito alla cittadinanza e alle scolaresche nell’Auditorium Baralis per l’anteprima, e quindi in altre occasioni.
Per ulteriori presentazioni al pubblico e iniziative didattiche presso le scuole, è gradita la prenotazione, in particolar modo delle scolaresche, presso il CeSMAP tel 0121 794382 (lun-ven 9,30-12,30) o alla e-mail: didatticacesmap@alice.it
Sito web: http://cesmap.it/progetto-handpas/

PINEROLO: Pubblicizzazione stradale del Progetto HandPas con manifesti, ad es. in Viale Mamiani ed in Via Kennedy

La stampa internazionale sta mettendo in evidenza il progetto:

MONTEVIDEO

NDTV

Ecco la traduzione

Caceres, Spagna: È buio e fa sorprendentemente caldo in una grotta della Spagna occidentale che nasconde la nostra connessione più intima con le sagome preistoriche di mani del passato dipinte decine di migliaia di anni fa.

L’archeologo Hipolito Collado e la sua squadra non erano entrati nella Grotta di Maltravieso nella città di Caceres per quasi un anno, per evitare di danneggiare le 57 sbiadite impronte di mani che ornano le pareti, preziosi resti di un pezzo di storia lontana di cui sappiamo poco.
Perché sono state dipinte queste mani, sia in questa grotta che in altre? Fu solo per lasciare un segno o trattavasi di parte di un rituale sciamanico? Possono dare indizi circa il ruolo delle donne nel Paleolitico, l’epoca in cui ha avuto inizio il taglio della pietra, conclusasi 10.000 anni fa? E perché mancano alcune dita?

‘Rendere accessibile l’arte inaccessibile’
Cercando di far luce su alcuni di questi interrogativi che appassionano i ricercatori di tutto il mondo, Collado, direttore dell’ archeologia del Governo regionale dell’Estremadura, si è dedicato alla catalogazione delle pitture di mani preistoriche in Europa.

Affrontando discese a corda doppia lungo ripide pareti o scivolando sotto le rocce, lui e altri archeologi hanno visitato grotta dopo grotta per le scansioni e per scattare foto ad alta risoluzione di tutti i dipinti di mani che si incontrano.

Le hanno quindi pubblicate in formato 3D ad alta risoluzione in un database online gratuito, nell’ambito di un progetto finanziato dall’UE (Unione Europea) chiamato Handpas.
L’idea è che i ricercatori in tutto il mondo possano esaminarli in un unico sito senza dover visitare ogni grotta o avere accesso a quelle che sono chiuse per la conservazione, nella speranza di produrre una svolta.
“Si tratta di rendere accessibile l’arte inaccessibile”, afferma Collado, mentre controlla i sensori per qualsiasi cambiamento dei livelli di CO2, della temperatura o dell’umidità dall’ultima volta che ha visitato la stretta e tortuosa grotta.

Circondata da alture in quello che era un quartiere povero di Caceres, la grotta fu scoperta nel 1951 in una cava, ma venne trascurata per decenni, frequentata solo da chi cercava il brivido ipogeo, drogati e altri, fino a quando le autorità, a metà degli anni ’80, hanno posto un cancello in ferro che impedisce l’ingresso.

 

Ero qui?
Secondo Collado, lo studioso spagnolo che è anche a capo dell’IFRAO  International Federation of Rock Art Organizations, sono state trovate mani dipinte in 36 grotte in Europa: in Francia, in Spagna ed in Italia. Alcune contengono anche altri disegni di animali e resti fossili, ma il suo progetto si concentra solo sulle mani.
Più lontano, le mani sono state scoperte anche in Sud America, Australia e Indonesia, dove recenti ricerche hanno rivelato che la sagoma di una mano in una grotta sull’isola di Sulawesi era di 40.000 anni – la più antica del mondo.
Fu circa al tempo in cui Homo sapiens – il più antico uomo moderno – arrivò in Europa dopo essere uscito dall’ Africa e vissuto anche in Asia.
Le teorie di ciò che le impronte di mani possono aver significato abbondano, ma senza documenti scritti, gran parte di esse è pura congettura.
I ricercatori hanno cercato di determinare se fossero mani di maschi o di femmine e perché in alcuni casi manchino alcune dita.
Era un rituale? Le avevano perse per il congelamento? Oppure – com’è più comunemente creduto – avevano semplicemente piegato alcune dita quando avevano dipinto, in una sorta di linguaggio dei segni?

Che cosa succederebbe se gli scienziati potessero determinare per certo che tutte le mani in una zona furono fatte dalle donne?
“Potrebbe significare una società matriarcale”, dice il collega di Collado, Jose Ramon Bello Rodrigo.
E gli Homo sapiens – o probabilmente i neandertaliani prima di loro – semplicemente vagavano in una grotta e lasciavano casualmente la loro impronta di mano come una forma di antica marcatura “Io ero qui” ?
Paul Pettitt, professore di Archeologia paleolitica all’Università Durham in Gran Bretagna, non la pensa così. La sua ricerca si concentra su dove le persone hanno messo le mani e ha scoperto che in alcuni casi, le dita sembrano essere disposte deliberatamente su una sporgenza della parete come se volessero “afferrarla”.
Molte mani sono anche nei recessi più profondi delle grotte.
“Deve essere stato molto spaventoso e rischioso, ci devono essere state molte esercitazioni, un sacco di arrampicate nell’oscurità”, commenta Pettitt, ” E questo non lo fai per divertimento”.

Nell’attesa che i Francesi vadano avanti

Perché allora le persone andavano a tali distanze e profondità per dipingere le mani sulle pareti – sia in negativo, spruzzando pigmento intorno a una mano aperta, sia con le impronte digitali applicate in positivo sulla superficie rocciosa?
Lo studioso di Preistoria francese Jean Clottes crede che fosse una forma di sciamanismo. “È probabile che mettere del pigmento – che potremmo chiamare pigmento sacro – sulla superficie rocciosa introduca un legame tra la persona che lo fa e il supporto roccioso, e quindi con le forze della interfaccia rocciosa”, dice.
Collado interpreta anche alcune delle mani che ha visto come avvertimenti:
“Nella Grotta di La Garma (nella Spagna settentrionale) c’è un pannello con le mani che si trovano vicino ad un grosso pozzo che sarebbe mortale cadendovi”, dice.
“Questi erano sicuramente fatti per dire <stop> “.

Si è anche iniziato a documentare le mani dipinte in alcune grotte italiane (la Grotta Paglicci e al Monte Pellegrino).
Ma il progetto ha incontrato un grosso ostacolo, visto che la squadra di Collado deve ancora avere il via libera per accedere alle grotte francesi, inspiegabilmente 18 mesi dopo aver inviato la prima lettera al Ministero della Cultura.
“Siamo in attesa” conclude con impazienza Hipolito Collado.