Arte Rupestre Pleistocenica (Gibilterra – Grotta di Gorham; graffiti neanderthaliani)

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\///////////////////////

In commemorazione della scoperta di un cranio di Neanderthal avvenuta nel 1848 nella Cava di Forbes a Gibilterra, fu coniata 1 £ sterlina con il disegno del reperto sul verso, con la legenda “DISCOVERY OF NEANDERTHAL SKULL IN GIBRALTAR 1848”.


GIBILTERRA. La seconda grotta è la Gorham Cave; il calco dei graffiti neanderthaliani (fatto dal Prof. Francesco d’Errico dell’Univ. di Bordeaux), è tenuto in mano dal Prof. Dario Seglie – Direttore del CeSMAP – per presentarlo durante il servizio della RAI-TV.

#################################################
#################################################

La Grotta preistorica paleolitica di Altamira, Spagna

Il 15/05/2015 è andato in onda sul TG scientifico “Leonardo” il primo servizio, realizzato dal giornalista Dr. Maurizio Menicucci con la consulenza scientifica del Prof. Dario Seglie e del Dr. Hipólito Collado Giraldo, Soprintendente Archeologico dell’ Extremadura, tratto dalle riprese della recentissima Missione RAI in Spagna sul tema dell’Arte Paleolitica della Penisola Iberica.

Maurizio Menicucci – RAI-TV

Link al servizio su Leonardo – RAI del 15 Maggio 2015:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-761b3d42-0cb0-4b2f-8165-47dcc945fe2e-tgr.html?refresh_ce#p=0

La grotta di Altamira è una caverna spagnola famosa per le pitture rupestri del Paleolitico superiore raffiguranti mammiferi selvatici e mani umane. Si trova nei pressi di Santillana del Mar in Cantabria, 30 chilometri ad ovest di Santander.
Questa grotta è stata inclusa tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1985. Nel 2008 il nome del patrimonio è stato modificato da “Grotta di Altamira” in “Grotta di Altamira e arte rupestre paleolitica della Spagna settentrionale” in seguito all’aggiunta di 17 altre grotte.
La grotta originaria è lunga 270 metri e consiste di una serie di passaggi intrecciati e di camere. Il cunicolo principale ha un’altezza variabile dai due ai sei metri. La caverna si è formata grazie al crollo di precedenti fenomeni carsici nella roccia calcarea del monte Vispieres.
Gli scavi archeologici nel fondo della grotta hanno portato alla luce ricchi depositi di arte del Solutreano superiore (circa 18.500 anni fa) e del Magdaleniano inferiore (tra i 16.500 e i 14.000 anni fa). Nel lungo intervallo di tempo fra questi due periodi di occupazione umana la grotta è stata usata solo da animali selvatici. Il sito si trova in un punto strategico per poter sfruttare la disponibilità di cibo costituito dalla ricca fauna che abitava le vallate delle montagne circostanti. Circa 13.000 anni fa una frana bloccò l’entrata della caverna, preservandone così il contenuto fino alla scoperta casuale avvenuta nel 1879 in seguito al crollo di un albero (D. Marcelino Sanz de Sautuola e sua figlia Maria che per prima vide le pitture: “papà, mira toros !).
L’occupazione umana preistorica della grotta è stata limitata all’entrata, nonostante siano state trovate pitture per tutta la lunghezza del cunicolo. Gli artisti usarono carbone e ocra o ematite per dipingere, spesso diluendo i colori per produrre tonalità diverse e creare così effetti di chiaroscuro; sfruttarono anche i contorni naturali delle superfici rocciose per dare un’impressione di tridimensionalità ai soggetti. Il Soffitto Multicolore è l’opera più appariscente e mostra un branco di bisonti in differenti posizioni, due cavalli, un grande cervo e quello che sembra essere un cinghiale. La datazione di queste opere si può far risalire al Magdaleniano per quanto riguarda animali e forme astratte. Le immagini attribuite al Solutreano raffigurano invece cavalli, capre e impronte di mani. Numerose altre caverne nel nord della Spagna contengono esempi di arte paleolitica, ma nessuna di loro è qualitativamente o quantitativamente paragonabile ad Altamira.
Scavi furono effettuati da Hermilio Alcalde del Río (1902-1904), cui seguirono quelli del tedesco Hugo Obermaier (1924-1925) e, più avanti, di Joaquín González Echegaray (1981). Nel 2008, infine, grazie al sistema di datazione uranio-torio, alcuni dipinti sono stati fatti risalire a 35.000-25.000 anni fa. Inoltre, studi recenti confermano l’ipotesi che in vari casi ci si trovi di fronte a opere “collettive” completate nell’arco di migliaia di anni.
Negli anni sessanta e settanta le pitture vennero danneggiate dall’eccesso di anidride carbonica prodotta dal fiato dei numerosissimi visitatori. Altamira venne quindi chiusa al pubblico a partire dal 1977, per poi riaprire parzialmente nel 1982. Da allora i visitatori vengono accettati in numero tanto ridotto che, per vedere le opere, la lista d’attesa è di almeno tre anni.
Per ovviare in qualche modo all’inconveniente, nel 2001 (progettisti Manuel Franquelo e Sven Nebel) è stata costruita poco distante (circa 150 m) una copia della grotta e un museo che permettono una vista più confortevole dei dipinti colorati della grotta principale insieme a una selezione di altri lavori minori; il museo possiede una introduzione generale alla preistoria, un edificio per mostre temporanee e una Sezione Didattica che propone alle scuole pittura e incisione su roccia, tiro al bersaglio col propulsore e accensione del fuoco.

Il Museo Nazionale e Centro di Ricerche di Altamira è un Museo statale con gestione diretta del Ministero della Cultura. Il Museo fu creato il 15 Giugno del 1979 come strumento scientifico e amministrativo per la gestione e la conservazione della grotta di Altamira. La nuova sede del Museo fu inaugurata il 17 Luglio 2001.

Dario Seglie (1^ parte)

Museo dell’Evoluzione Umana (MEH) . Burgos

Link al servizio su Leonardo – RAI del 21 Maggio 2015:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-58d1a95d-c83e-4608-b38a-086db4f2ad19-tgr.html?refresh_ce#p=0

Aperto nel 2011, il Museo dell’Evoluzione Umana, costato oltre 100 milioni di Euro, si qualifica come il più importante del settore a livello mondiale.

Su richiesta della Regione Castiglia e Leon l’architetto Juan Navarro Baldewegun ha progettato un enorme edificio modernista che ospita gli oggetti trovati a Atapuerca, e racconta in modo esaustivo la storia dell’evoluzione umana.
Il MEH non è solo uno spazio espositivo, ma è anche un centro di prima informazione, innovativo e attraente per tutti i pubblici. Cosicché è stato progettato con un’architettura drammatica e simbolica. Un museologia per il XXI secolo.

Il MEH è nato con una vocazione ad essere un museo di riferimento informativo a livello nazionale ed internazionale, che solleva le grandi questioni che hanno a che fare con il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro come specie. Pertanto, non è solo un museo dei nostri antenati, ma anche per riflettere sul presente.Il percorso inizia dal piano -1, dedicato ai ritrovamenti del territorio circostante; qui si possono vedere i più rilevanti fossili originali che sono stati ritrovati nei Giacimenti di Atapuerca: i resti di Homo antecessor o il cranio numero 5, anche conosciuto come ‘Miguelón’, appartenente ad un Homo heidelbergensis; sono solo alcuni dei gioielli paleontologici che sono esposti permanentemente in questo museo.

Al piano superiore, dedicato all’evoluzione biologica, è d’obbligo la visita alla Galleria dell’Evoluzione, dove ammirando le sculture iperrealiste di Elizabeth Daynés di Parigi, inizieremo un viaggio appassionante nel passato dell’essere umano, cominciando dalle ricostruzioni a grandezza naturale dei principali antenati dell’Uomo:
Australopithecus afarensis.
Australopithecus africanus.
Paranthropus boisei.
Homo habilis
Homo georgicus.
Homo ergaster.
Homo antecessor.
Homo heidelbergensis.


Homo neanderthalensis.
Homo rhodesiensis.

. Ritroveremo inoltre una copia curata nei minimi dettagli del Beagle, la nave che Darwin utilizzò per il suo viaggio durante il quale confermò le sue idee in merito alla teoria dell’evoluzione delle specie. Inoltre, potremo entrare nel Cervello, un’installazione creata dall’artista Daniel Canogar. Grazie a quest’opera potremo osservare quest’organo così complesso su larga scala, e potremo studiarne il funzionamento.

Il piano successivo propone un percorso lungo l’evoluzione culturale dell’uomo. Qui, grazie all’aiuto di molte installazioni audiovisive di avanguardia, potremo avvicinarci alle diverse scoperte culturali che caratterizzano l’essere umano: il fuoco, la tecnica manifatturiera degli strumenti in pietra e l’esecuzione delle pitture rupestri.
 
Il viaggio finisce al piano superiore, dove, oltre alle mostre temporanee, si potrà godere di una vista incredibile dell’architettura del Museo e si potranno ammirare i diversi tipi di ecosistema della Sierra di Atapuerca.

Dario Seglie (2^ parte)

/////////////////////////////////|||\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

RAI-TV “MEDITERRANEO” – 23 Ottobre 2016
LA GROTTA PREISTORICA DI ARDALES, MALAGA, SPAGNA: ARTE PALEOLITICA DI HOMO NEANDERTHALENSIS E SAPIENS. MISSIONE RAI-CeSMAP 2015

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-771ba25c-c92d-45e6-acd3-54477f5bdd19-tgr.html#p=0


Cueva de Ardales


Cueva de Ardales -(da sin.) Maurizio Menicucci, RAI-TV; Dario Seglie, Direttore CeSMAP; Pedro Cantalejo, Direttore Ardales; Hipolito Collado, Soprintendente Archeologia Extremadura


Maurizio Menicucci – RAI-TV: l’Arte Paleolitica di Ardales inizia con l’Uomo di Neanderthal ?