“Speaking Australopithecus”: a new theory on the origins of human language.
By Francesco Benozzo and Marcel Otte
Edizioni dell’Orso S.r.l., Via Urbano Rattazzi, 47 – 15121 Alessandria (Italy)

Recensione del libro – Book review: Dario Seglie
CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, Pinerolo, Italy.
IFRAO-UNESCO Liaison Officer.

SPEAKING – Australopithecus

Parlare di un libro scritto a quattro mani, non da un quadrimane, ma da due esseri umani contemporanei, per giunta due miei cari amici, mi mette in imbarazzo perché voglio essere possibilmente obiettivo e non partigiano.
Quindi farò uno sforzo ma, dopo aver letto il libro, ho capito che anche se l’avessero scritto due estranei il mio giudizio sarebbe stato identico. In sintesi estrema: un testo ottimo, sia per la chiarezza del discorso (non facile) sia per la profondità delle ipotesi/tesi presentate.

Comincio dal titolo dell’opera: un Australopiteco che parla, l’Australopiteco parlante.
Un Australopiteco che parla ? Nulla di strano ! Se nessuno aveva ancora fatto una simile affermazione, questa è la cosa sconvolgente, al limite dell’incredibile !
E dire che il mio, anzi il nostro, indimenticabile Maestro André Leroi-Gourhan, al Collège de France, ci aveva messi tutti sulla via maestra. Aveva parlato della parola legata indissolubilmente al gesto; con il suo “Le Geste et la Parole” aveva già espresso il legame e l’intercambiabilità tra il fare ed il dire, tra il fisico e lo psichico, tra il biologico ed il culturale, all’ epoca valutato a un milione e cinquecento mila anni fa. Oggi l’Australopithecus è antichizzato a 4 – 3 milioni di anni. Homo loquens viene portato dagli autori a 2,5 milioni di anni.

Benozzo e Otte, maestri di Lingua e Preistoria, fanno una proposta audace: il fenomeno ‘linguaggio’ è nato quando il cervello si è evoluto per fissare l’ operazione che ha portato ad un nuovo modo di ‘unire gli elementi’ . In questo momento cruciale il complesso tratto, che ha portato ad una nuova modalità di evoluzione, andò a posto.
Il libro è accattivante e imperdibile per chiunque sia interessato alla evoluzione degli esseri umani, sia specialista che semplice appassionato. Si tratta di un punto di riferimento che definirà la ricerca futura.
Questo libro innovativo sostiene la necessità di una maggiore antichità del linguaggio umano rispetto a quanto affermato in recenti ricerche (per le quali il linguaggio sarebbe nato con l’Homo Sapiens, alla fine del Paleolitico medio – 50.000 anni fa – o forse un po’ prima, col Neanderthal, 200.000 anni fa). Il testo innovativo di Benozzo ed Otte, fornendo prove linguistiche ed archeologiche, riesce a vedere il sorgere di Australopithecus, tra il 4 e 3 milioni di anni fa, come lo stadio della nostra evoluzione che ha portato alla nascita di un linguaggio articolato.

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Francesco Benozzo, Docente di Filologia presso l’Università di Bologna, è uno dei principali sostenitori del paradigma della Continuità Paleolitica per le Lingue indoeuropee. I suoi numerosi libri riguardano l’evoluzione delle nostre culture e tradizioni nella cornice dell’ Etnofiilologia, una disciplina di cui è considerato il fondatore. E’ poeta e musicista, nel 2015 è stato nominato per il Premio Nobel per la Letteratura.

Marcel Otte, Professore Emerito di Preistoria presso l’Università di Liegi, in Belgio, è uno dei maggiori esperti in materia di studio delle origini degli esseri umani moderni in Eurasia, tema che ha studiato nei suoi molti libri da un punto di vista evolutivo. Egli è il Presidente della Commissione “Paleolitico Superiore dell’Eurasia” dell’ UISPP / Unione Internazionale Scienze Preistoriche e Protostoriche, e Visiting Professor presso l’ “Institut de Paléontologie Humaine” di Parigi.

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SPEAKING – Australopithecus

Talk about a book written by four hands, not by a quadrimane, but by two contemporary human beings, moreover two of my dear friends, is not easy if I am to be as objective and non-partisan as possible.
But, after reading the book, I have realized that even if was written by two strangers, my judgment would be identical. In extreme synthesis: an excellent text, both for the clarity of the speech (no easy matter) and the depth of its argument.

Let us start with the title of the work: an Australopithecus speaking, the speaking Australopithecus.

An Australopithecus who speaks? What’s odd? If no one had ever made such a statement, it would be striking even incredible!
It so happens that our unforgettable Maestro André Leroi-Gourhan, of the Collège de France had pointed out the royal road. He spoke of words as being inextricably linked to gestures. In his “Le Geste et la Parole” he had underlined the linkage and interchangeability between doing and saying, between the physical and the mental, between the biological and the cultural, in his day estimated at one million five hundred thousand years ago. Today Australopithecus is dated to 4-3 million years. Our authors place Homo loquens at 2.5 million years.

Benozzo and Otte, scholars of Language and Prehistory, make a bold proposal: the phenomenon ‘language’ was born when the brain had evolved to a point enabling new ways of ‘linking things’. At this crucial threshold the complex trait, enabling this new evolutionary modality, fell into place.
The book is enthralling and is a must for anyone interested in the evolution of humans, specialists or amateurs alike. It constitutes a point of reference that will define future research.

This innovative work argues for a greater antiquity of human language than stated in recent research (for which language was be born with Homo sapiens, at the end of the Middle Palaeolithic – 50,000 years ago – or maybe a little before, with Neanderthals 200,000 years ago). The text of Benozzo and Otte, provides linguistic and archaeological evidence for the emergence of Australopithecus between 4 and 3 million years ago as being also the moment in evolution when articulate speech appeared.
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Francesco Benozzo, Lecturer in Philology at the University of Bologna, is one of the leading advocates of the Paleolithic Continuity Paradigm for Indo-European Languages. His numerous books concern the evolution of our cultures and traditions in the frame of Ethnophilology, a discipline of which he is considered the founder. A poet and musician, since 2015 he has been nominated for the Nobel Prize in Literature.

Marcel Otte, Emeritus Professor of Prehistory at the University of Liege in Belgium, is one of the leading experts in the study of the origins of modern humans in Eurasia, which he has dealt with in his many books from an evolutionary perspective. He is the President of the “Eurasian Upper Paleolithic” Commission at the UISPP/ International Union of Prehistoric and Protohistoric Sciences, and Visiting Professor at the “Institut de Paléontologie Humaine” in Paris.