Alla Tavola Rotonda sul tema dell’arte rupestre della Val Camonica, insieme al Soprintendente all’Archeologia della Lombardia Dr. Filippo M. Gambari hanno preso parte: la Dr.a Giuseppina Ruggiero, Direttrice del MUPRE della Valcamonica; la Dr.a Raffaella Poggiani Keller, Soprintendente emerita della Lombardia; il Prof. Dario Seglie, Direttore del CeSMAP e liaison officer IFRAO-UNESCO; l’Avv. Piero Ricchiardi, Presidente del CeSMAP e reppresentante dell’IFRAO in Italia.

Riportiamo la Premessa al libro presentato al MUPRE- Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, Capo di Ponte, 29 Giugno 2015, da considerarsi come un ‘manifesto’ programmatico esemplare per la gestione integrata di un’intera area archeologica.

Premessa

In questo momento, per tanti versi cruciale, di
profonda riforma del sistema di gestione dei
beni culturali dello Stato in Italia, uno dei te-
mi certamente più declinati come cardine del-
lo stesso rinnovamento organizzativo è la pro-
clamata necessità di separare per una più effi-
cace gestione operativa il momento ed i sog-
getti dell’attività di ricerca, tutela e conserva-
zione dalla fase e dai soggetti della fruizione e
valorizzazione. Appare chiaro da subito ed in
linea di principio che ogni proposta organizza-
tiva non può essere valutata solo su base teori-
ca e certamente a favore o contro di essa par-
leranno i risultati oggettivi misurabili solo do-
po un certo periodo, ma fin d’ora sembra op-
portuno considerare che, se si vuole che que-
sta ulteriore riforma possa raggiungere presto
e pienamente i risultati da tutti sperati, questa
separazione funzionale non deve far dimenti-
care che comunque ricerca e conoscenza, tute-
la e conservazione, valorizzazione e fruizione
sono ambiti che debbono restare fortemente
coordinati e correlati, in stretta coerenza e si-
nergia anche tra operatori diversi, se non si
vuole perdere di vista, anche in una organizza-
zione basata su una pluralità di soggetti, la ne-
cessaria unità di azione e di intenti.
A questo riguardo credo che la Soprintendenza
della Lombardia possa portare un’esperienza
per certi versi esemplare proprio nell’ambito
dei siti UNESCO, che nascono e si organizzano
per intenti doverosi di conservazione e tutela
ma debbono, anche nel rapporto indispensabi-
le e fecondo con le comunità locali, risultare vi-
vi e vitali come risorsa identitaria e di promo-
zione del territorio con tutti i suoi prodotti, più
che come mera attrazione turistica in senso
stretto. La Soprintendenza lombarda ha avuto
in affidamento ed ha portato a termine in un
continuo sinergico rapporto con il Ministero ed
i diversi enti locali interessati il Piano di Gestio-
ne del Sito UNESCO 94, “Arte Rupestre della
Valle Camonica”, primo sito italiano attribuito
al Patrimonio dell’Umanità, ed ha tuttora in af-
fidamento il coordinamento dell’elaborazione
del Piano di Gestione del Sito UNESCO “Siti
Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino” per la
parte italiana, in un continuo impegno, nel dia-
logo quotidiano con amministratori locali, teso
a coniugare tutela e valorizzazione corretta e so-
stenibile dei beni anche come strumento di ri-
lancio globale dei territori.
Ebbene, proprio a documentare come sia dif-
fusa la consapevolezza della irrinunciabilità di
un approccio generale di conoscenza e tutela,
informante l’azione di tutti, nell’ambito della
Valle Camonica è stata concordemente indivi-
duata come priorità la ricognizione sistematica
ed esaustiva delle rocce con incisioni e dei re-
lativi siti, comprendente sia la mappatura e
georeferenziazione sia la schedatura e la valu-
tazione delle condizioni conservative. Una do-
cumentazione tanto ovvia quanto preziosa é
comunque globalmente mancata finora nono-
stante cento anni di scoperte e di ricerche. Lo
strumento costruito con il progetto di monito-
raggio e l’attività riassunta nel presente volu-
me pongono dunque finalmente le imprescin-
dibili fondamenta per impostare qualsiasi azio-
ne di studio, di controllo conservativo, di ma-
nutenzione metodica e programmata, di re-
stauro, di valorizzazione e fruizione del Patri-
monio, mantenendo sempre ben presente co-
me riferimento un ben ponderato, motivato e
periodicamente aggiornato indirizzo dell’azio-
ne di salvaguardia e tutela. L’idea di costruire
le basi per ricercare pervicacemente una nor-
malità della conservazione senza cedere alla
tentazione della cultura della continua emer-
genza e degli interventi straordinari è un me-
todo ed una filosofia di intervento che dovreb-
bero restare la bussola di riferimento fonda-
mentale per qualsiasi gestore di beni culturali
soprattutto in Italia, dove troppo spesso negli
ultimi decenni si ha l’impressione che questo
fondamentale principio sia venuto meno co-
me conseguenza indiretta della ristrutturazio-
ne degli organici con la diminuzione degli
operatori tecnici e la sparizione degli operai
specializzati per l’affidamento all’esterno di
molte attività di manutenzione ordinaria.
Da qui l’importanza di questo volume, che
unisce la modestia di un lavoro non urlato e
concorde tra ricercatori operanti in realtà an-
che ben diverse, non breve e spesso faticoso
ma metodologicamente rigoroso e preciso, al-
la rivoluzionarietà che nel nostro Paese fini-
scono purtroppo per assumere le attività serie
e coerenti, condotte con spirito di servizio e
per ottenere vantaggi durevoli per la colletti-
vità. Ritengo davvero di buon augurio poter
presentare questo primo contributo come via-
tico per il tanto lavoro che resta ancora da fare
in Valle Camonica, per conservare sempre me-
glio e proporre nei modi più corretti e sosteni-
bili ad un pubblico il più possibile vasto questo
straordinario tesoro e fonte di conoscenze che
il mondo ci affida perché costituisca davvero
un patrimonio comune e condiviso.

Filippo Maria Gambari
Soprintendente per i beni archeologici
della Lombardia