🕵️‍♀️ A come Anfora – La Tomba 12 della necropoli della Doma Rossa. 🔎
🏺Con un lungo viaggio alle spalle, dalle regioni intorno al Mar Egeo fino a Riva di Pinerolo, l’anfora della necropoli della Doma Rossa ha poi ospitato la sepoltura di una persona. Non sappiamo se fosse un uomo, una donna o che età avesse, sappiamo solo che visse tra IV e V secolo d.C.. Eppure, si tratta di una sepoltura eccezionale: anziché essere inumato, come era consuetudine all’epoca, il defunto venne cremato con il suo corredo.

 

🕵️‍♀️ B come Bollo – La Tomba 1 della necropoli della Doma Rossa. 🔎
🧱 Come i grandi pittori firmano le loro opere d’arte, così nell’Antica Roma gli artigiani lasciavano il loro nome sui manufatti della loro bottega. In questo modo noi conosciamo il nostro Mannio, di professione “cementario”, ovvero addetto alla fabbricazione di tegoloni e mattoni. Nel caso di questo tegolone l’artigiano ha anche lasciato l’impronta del suo dito… anche se non è così semplice riconoscerla.

 

🕵️‍♀️ C come Chiodo – La Tomba 28 della necropoli della Doma Rossa. 🔎
🔨 Non ci crederete, ma quelli che vedete sono proprio dei chiodi. Durante l’incinerazione il corpo del defunto veniva adagiato su una lettiga e, al termine del corteo funebre, veniva posto su una pira e bruciato con tutto il suo corredo. I resti potevano essere raccolti in un’anfora e seppelliti. L’azione del fuoco e l’ossidazione hanno così trasformato i nostri chiodi creando queste forme particolari.

 

🕵️‍♀️ D come Decorazione – La facciata del Palazzo del Senato. 🔎
🌸 I motivi vegetali e floreali in terracotta sono tipici delle decorazioni degli edifici quattrocenteschi piemontesi. Passeggiando per Pinerolo li si può osservare, ad esempio, sulla facciata del Duomo di San Donato e del cosiddetto Palazzo Acaja.

 

🕵️‍♀️ E come Edificio – Il Palazzo del Senato. 🔎
🏡Non sappiamo chi lo fece costruire all’inizio del Quattrocento, ma conosciamo qualcosa della sua storia. Ospitò almeno una bottega (probabilmente di orefici), la Curia Pineroliensis con Ludovico d’Acaja, poi il Sovrano Consiglio del re di Francia e successivamente il Senato del Pinerolese con Vittorio Amedeo II. L’importanza e la bellezza del Palazzo attirarono Alfredo d’Andrade, che lo ristrutturò e lo donò al Comune di Pinerolo.

 

🕵️‍♀️ F come Facciata – Il lato est di Palazzo del Senato. 🔎
🏗 Sicuramente chi ha progettato questa facciata era molto fantasioso: le finestre che cambiano forma ad ogni piano, le decorazioni floreali in cotto, le decorazioni geometriche dipinte, una scena di Annunciazione e… un piccolo mistero: nessuno sa infatti cosa ci fosse al centro, tra le due finestre quadrate.

 

🕵️‍♀️ G come Giardino – Il lato nascosto del Palazzo del Senato.🔎
🌳 Chi l’avrebbe mai detto che dietro al Palazzo del Senato si nascondesse da sempre un giardino con questa bellissima vista? Il suo fascino sta anche nelle tracce lasciate nei secoli da chi è passato.

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